Achille Bertarelli, milanese

Achille Bertarelli nasce a Milano il 12 novembre 1863, da Pier Giuseppe e Carolina Nessi.
Gli studi scolastici, iniziati a Milano, si concludono con la laurea in giurisprudenza conseguita nel 1888 a Bologna, dove vuole frequentare l'ultimo anno per non mancare ai festeggiamenti del millenario di quell'ateneo.

Entra quindi nell'officina paterna in aiuto ai fratelli maggiori Giulio e Luigi Vittorio, con i quali, alla morte del padre, trasforma l'azienda di produzione di candele nella "Fabbrica di Arredi Sacri F.lli Bertarelli", ben nota per la dimensione e la qualità della produzione fino agli anni Sessanta di questo secolo.

Nella vita e negli interessi dei tre fratelli ben si riscontra il fervore e la vitalità della Milano di fine '800. La curiosità, e l'attenzione alle proposte innovative di quel periodo, li porta a realizzare una produzione industriale che, per quanto operi in un settore così specifico, utilizza i più moderni ritrovati della scienza e della tecnica.

La medesima sensibilità alle nuove problematiche sociali, legate agli albori dello sviluppo industriale, spingerà Luigi Vittorio a collaborare alla nascita e allo sviluppo del Touring Club Italiano, quale strumento di educazione al rispetto dell'ambiente e alla conoscenza delle realtà diverse da quelle in cui si vive. "Viaggiare per conoscere, conoscere per capire" ben sintetizza lo spirito del Touring, dall'epoca dei fratelli Bertarelli ai giorni nostri.

Lo stesso spirito di concreta attenzione più ai contenuti che alle forme spinge Achille ad appassionarsi alle stampe, non tanto per il loro valore estetico, quanto per il loro significato di testimonianza di fatti ed eventi della vita dell'uomo. Le sue raccolte si indirizzano subito verso tematiche specifiche, e il suo modo di intendere le testimonianze grafiche come prove di costume e di cultura scaturisce evidente dalle pagine dei suoi scritti, attraverso gli elenchi, gli accostamenti, le indagini sui personaggi e sugli artisti.

Le sue scelte sulle finalità e la struttura della Raccolta risultano chiaramente nella pubblicazione "Spiegazione e stato numerico delle raccolte del Dr. A. Bertarelli al 1º gennaio 1905", con la quale intende far conoscere gli argomenti da lui approfonditi, affinché tutti gli studiosi sappiano quali sono i materiali che può mettere a loro disposizione.

Qui la Raccolta viene descritta, senza dare alcun particolare rilievo alla qualità dell'immagine o all'autore, secondo le seguenti suddivisioni: Stampe storiche, Usi e costumi, Teatro, Letteratura e iconografia popolare, Mezzi di trasporto, Arti e mestieri, Commercio e pubblicità, Piccole stampe di soggetto personale, Ornamenti del libro e carte colorate.

Achille Bertarelli raccoglie di tutto, alle volte anche suscitando l'ilarità e le bonarie canzonature degli amici più intimi che lo paragonano al gallo della favola di Esopo che trova nella terra smossa un succulento boccone, ma ha la sensibilità di vedere, in ciò che allora veniva considerato quasi un rifiuto, le preziose testimonianze della storia dell'uomo nelle sue molteplici attività, soprattutto le più quotidiane.

Nel 1893 rileva in blocco, dallo stampatore Menegazzi, il Fondo Remondini, gloriosa casa editrice di Bassano attiva dal XVII secolo alla fine dell'800, salvando dal macero le stampe e guadagnandosi la fama di provvidenziale salvatore della memoria storica di una delle più prestigiose stamperie d'Europa. Dal libraio Rebecchi acquista invece il fondo Carlo Cattaneo, giÓ dell'editore Daelli, costituito dai libri da lui radunati da per una istituenda Biblioteca Politica Italiana.

Inizialmente è nell'ambiente degli studiosi francesi che Bertarelli trova consenso ed apprezzamento: Ŕ in Francia infatti che era già stato preso in considerazione il criterio di scelta da lui adottato. In Italia gli sono presto vicini altri amatori di stampe e libri: stringe amicizia con Giuseppe Fumagalli, allora direttore della Biblioteca di Brera, con il quale fonda la Società Bibliografica Italiana di cui è vice-presidente sino alla guerra, quando con la morte dell'ultimo presidente Francesco Novati la società si scioglie.

Molte iniziative culturali della fervente Milano di inizio secolo lo vedono attivo partecipante e promotore. In particolare si ricorda la "Mostra retrospettiva delle comunicazioni, viaggi e trasporti" aperta in occasione del IV Congresso Geografico Italiano del 1901, riproposta con maggior ampiezza nel 1906 all'esposizione che coronò il completamento del traforo del Sempione, e la preparazione nel 1911 della sezione delle stampe popolari alla "Mostra di Etnografia Italiana", allestita a Roma.

Con l'editore Hoepli presenta nel 1902 il suo libro "Ex libris italiani" e nel 1911 pubblica con David Henry Prior il monumentale volume "Il Biglietto da visita italiano".
 

Achille Bertarelli con l'insieme dei suoi libri, dei suoi articoli, dei suoi cataloghi, ma soprattutto con l'innovativo criterio di raccolta adottato, fu l'iniziatore delle indagini italiane sull'iconografia popolare e sulle stampe documentarie, e a lui spetta il merito di aver indicato quali principi essenziali debbano informare le ricerche e con quale metodo si possa penetrare il significato e l'importanza di una stampa.

Il correre degli anni muta il contesto delle sue amicizie. Il Fumagalli lascia Brera per altri incarichi, Achille Ratti prefetto dell'Ambrosiana passa alla Nunziatura di Varsavia prima di assurgere al soglio pontificio, Luca Beltrami si trasferisce a Roma per i suoi ultimi lavori, scompaiono Francesco Novati e Alfredo Comandini. Ecco quindi che Achille Bertarelli si volge a una generazione più giovane di studiosi e appassionati, che ritrova nell'ambito del Castello Sforzesco. Giuseppe Gallavresi, allora assessore del Comune, Carlo Vicenzi, Antonio Monti, ma soprattutto Paolo Arrigoni lo portano a pensare che quanto aveva raccolto poteva essere opportunamente conservato nelle istituzioni comunali di cui prevedeva sviluppo e fortune.

La decisione della donazione prende quindi corpo nel 1925 e trova compimento nell'autunno del 1927, quando viene istituita dal comune di Milano la "Civica Raccolta Stampe", trasferendo con un complesso trasloco, testimoniato da foto dell'epoca, gli oltre trecentomila pezzi in alcune sale della cortina sud del Castello Sforzesco.
Achille Bertarelli cura la nuova istituzione affiancando i funzionari del comune per tutto il tempo che non dedica all'azienda familiare, incrementando continuamente la Raccolta stessa e partecipando in modo concreto e fattivo alla vita dei Musei. Chi gli fu vicino allora ha testimoniato del suo entusiasmo giovanile nel cercare di impedire l'allontanamento da Milano delle raccolte Trivulzio e nella creazione del Museo di Milano.

Con il Monti pubblica "Tre secoli di vita milanese" edito da Hoepli nel 1927, riapparso alcuni anni fa in ristampa anastatica. Nel 1929 pubblica con gli editori francesi Duchartre e Van Buggenhoudt "L'imagerie Populaire Italienne".
Negli anni Trenta collabora con donna Timina Caproni Guasti alla monografia "Francesco Zambeccari Aeronauta" e all'opera "L'Aeronautica italiana nell'immagine".

Nel 1938 si ammala di influenza a Roma, dove si è recato con la contessa Caproni per presentare l'ultima sua opera all'Accademia Italiana. La scienza medica, allora non ancora sufficientemente progredita - sulfamidici e antibiotici saranno disponibili solo dopo la guerra - non può nulla e sopravviene la complicazione di una polmonite. Achille Bertarelli si spegne in Roma il 20 maggio 1938.

Quello stesso anno il comune di Milano decide di intitolare al suo fondatore la Civica Raccolta Stampe, in riconoscimento dell'importanza della donazione originaria e della fattiva collaborazione durata oltre tredici anni.